spaccato di muro con isolamento termico a cappotto

 

Il grosso costo delle spese per la climatizzazione degli ambienti è limitabile migliorando le capacità di contenimento del calore da parte delle superfici perimetrali, quelle a contato con l’esterno, in particolare sulle pareti, che di norma costituiscono l’area maggiormente estesa: lisolamento termico dei muri.

Il flusso del calore deve essere valutato nei due versi, cioè sia dall’interno all’esterno che viceversa, cioè secondo le stagioni, d’inverno e d’estate, visto che spendiamo di più per raffrescare che per riscaldare.

L’ isolamento termico può essere realizzato in più modi, sull’intera massa, se stiamo costruendo ex novo, anche aumentando lo spessore delle pareti, oppure collocando lo specifico materiale all’interno della parete o su una delle facce, quella interna o quella esterna, non essendovi alternativa quando l’edificio è esistente.

Ogni sistema ha pregi e difetti, vantaggi e svantaggi, caso per caso devono essere fatte le specifiche valutazioni, per stabilire cosa sia meglio fare e realizzarlo, dalla controparete interna (che riduce la massa da riscaldare e la relativa inerzia) al cappotto esterno (che annulla i ponti termici e non sottrae superfici utili), utilizzando tutti i materiali e le modalità costruttive che la tecnologia contemporanea ci mette a disposizione, compresi gli straordinari prodotti ultrasottili o quelli che possono essere stesi come una normale vernice ed hanno caratteristiche termiche notevoli oppure quei componenti naturali che comprendiamo nel termine bioedilizia.

 

autore: Massimo Meneghin

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