solo la manutenzione del pavimento può conservarlo

 

Sono più di una le occasioni in cui ci può capitare di aver bisogno di porre mano al pavimento.

Si tratti di un intervento che ha comportato l’esecuzione di rotture, che necessitano di essere ripristinate, oppure la manutenzione di quanto in opera, per riportarlo alle condizioni originarie, specie nel caso dei pavimenti in legno, o anche per il completo rifacimento, perché l’immobile viene ristrutturato o le condizioni dello strato superficiale dei piani di calpestio sono tali da rendere impossibile o comunque non opportuno il recupero. Non sono pochi i casi in cui dobbiamo (ma anche solo “vogliamo”) intervenire su queste finiture  dei nostri fabbricati.

Ogni materiale ha le sue problematiche e richiede un modo di intervento specifico, vi sono, infatti, pavimenti che a parità di aspetto sono sostanzialmente diversi. Classico esempio è l’immagine del legno, dataci ovviamente dai pavimenti in questo materiale ma anche da quelli rivestiti così, come da quelli che ne hanno solo l’aspetto, perché stampato sulla faccia superiore -come nel linoleum- o in quanto un materiale completamente diverso -qual è il gres- è trattato fino a ricalcarne le sembianze. Palese come il da farsi sia del tutto diverso ma identico ragionamento viene fatto pure se in materiali vivi, come è il legno, deve essere eseguito il trattamento specifico.

Anche quando l’aspetto è simile, perciò, far da soli può rivelarsi un clamoroso autogol.

 

autore: Massimo Meneghin

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