ingorgo crea inquinamento

 

In questo testo viene descritto un tipo di automobile elettrica ideale, destinata quanto prima ad essere superata dalla incombente realtà di nuove vetture già in fase di avanzata progettazione.

La realtà contemporanea sta registrando l’imminente arrivo di nuove automobili elettriche destinate in breve tempo a sostituire quelle con motore a scoppio. Si tratta di un cambiamento radicale ed assolutamente inevitabile per evidenti ragioni di:

  • protezione dell’ambiente dall’inquinamento dell’aria divenuta ormai irrespirabile,
  • eccessiva rumorosità provocata da un traffico veicolare intensissimo,
  • questioni economiche inerenti l’elevato costo dei carburanti derivati dal petrolio o dal gas,
  • previsto esaurirsi di disponibilità dei carburanti stessi.

Da aggiungere che, non appena l’utilizzazione delle nuove auto elettriche avrà quella diffusione che esse meritano, il loro costo di costruzione diventerà molto più basso di quello delle attuali automobili con motore a scoppio a seguito delle notevoli semplificazioni costruttive dovute all’assenza di dispositivi complessi e costosi come il differenziale, il cambio, i sistemi di lubrificazione e di raffreddamento ecc. ecc. il cui costo di produzione supera di gran lunga quello dei nuovi dispositivi meccanici, elettrici ed elettronici.

L’ostacolo maggiore alla diminuzione del costo di una vettura elettrica è dovuto alle batterie ancora di tipo sorpassato e gravato da notevoli inconvenienti tra i quali risaltano gli elevati costo e ingombro e le difficoltà nella durata di utilizzazione e della loro carica elettrica nonché della durata nel tempo delle batterie medesime.

Le ricerche in corso porteranno di sicuro alla scoperta di accumulatori di tipo completamene diverso da quelli attuali e quindi alla evoluzione complessiva delle vetture individuali di cui tratto in questa nota.

[continua in: La rivoluzione della mobilità con l’auto elettrica]

 

autore: Marcello Meneghin

http://altratecnica.it

14 pensieri su “Acquistiamo una nuova auto elettrica (in attesa che la rivoluzione si completi)

  • Gennaio 20, 2018 alle 3:53 pm
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    Ho letto la tua automobile ideale. Devo constatare che ci hai studiato. Non è una battuta e via. Sei sceso nei particolari e devo riconoscere veramente interessanti. Se la pubblicazione te la vedono probabilmente ti chiameranno in California alla Tesla. Complimenti. Non è tutta ideale. Ci sono delle soluzioni veramente realizzabili e soprattutto innovative. Nessuno per ora aveva pensato al motorino elettrico nelle ruote. Vai avanti, vedrai che la vedremo viaggiare. Saluti, buona giornata Osvaldo

    Rispondi
    • Gennaio 20, 2018 alle 4:50 pm
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      Osvaldo,
      che un giorno più vicino di quanto si possa immaginare la “nuova auto elettrica”percorra le nostre strade sarà una cosa certa così come sarà certamente un veicolo molto più avanti di quello da me immaginato anche perché al momento attuale gli studi che la riguardano sono ad uno stadio molto avanzato. Quello che mi ha enormemente meravigliato è l’uscita di auto elettriche che sono un aborto già nella loro fase iniziale e lo dimostra lo scarso successo incontrato.
      Grazie per il commento.

      Rispondi
  • Gennaio 21, 2018 alle 6:19 pm
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    Dal blog Autopareri

    Ho segnalato queste pagine su Autopareri in questo modo: La vera auto elettrica deve essere totalmente diversa da quelle esistenti. Obbligatoriamente e totalmente elettrica e quindi eliminando tutte le parti prettamente meccaniche come cambio delle marce, freni a ferodo, differenziale statico, sistema di ammortizzazione e soprattutto il sistema di propulsione che deve essere costituito da quattro motori elettrici inseriti nelle quattro ruote.

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    • Gennaio 21, 2018 alle 7:08 pm
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      Via il cambio, via il differenziale, ripartizione dinamica della potenza ed effetto LSD che vengono gratis… Abbassamento del baricentro, diminuzione del peso…

      Rispondi
      • Gennaio 21, 2018 alle 8:37 pm
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        …ma soprattutto quattro ruote autonome ma attive e regolate intelligentemente dal computer di bordo in funzione dello stato di fatto accuratamente rilevato da sensori…
        Tutta fantasia ma che troverà quanto prima attuazione straordinaria. Intanto pregherei di leggere le mie avventate previsioni e criticarle aspramente: forse se ne può ricavare qualcosa.

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    • Gennaio 21, 2018 alle 8:09 pm
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      Sicuramente interessante. Una visione che fa tabula rasa e riparte non dico da zero ma eliminando una serie di elementi che oggi ci sembrano ovvii.
      Bisognerà ragionare bene sulle sospensioni, perché le masse non sospese crescono molto, ma forse la situazione si trova.

      Rispondi
    • Gennaio 21, 2018 alle 9:09 pm
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      Mmm.. non capisco cosa mi sfugge, i Wheel Hub motor per auto, l’idea di base, sono ben noti
       
      https://www.google.it/search?q=electric+wheel+motor&source=lnms&tbm=isch&sa=X&ved=0ahUKEwjzrd3EzOnYAhWDr6QKHac1DAkQ_AUICigB&biw=1474&bih=774#imgdii=p1-J9VS5YOcb9M:&imgrc=DnQOBa3LPdKRaM:
       
      e anche sperimentati e di certo l’idea non è trascurata ma purtroppo ha un basilare difetto per l’applicazione automobilistica, non eliminabile:
       
      Cita:
      The major disadvantage of a wheel hub motor is that the weight of the electric motor increases the unsprung weight, which adversely affects handling and ride. The wheels are more sluggish in responding to road conditions, especially fast motions over bumps, and transmit the bumps to the chassis instead of absorbing them.
      https://en.wikipedia.org/wiki/Wheel_hub_motor
       
      Evidente che tutte le altre piacevolezze descritte non partono nemmeno se non si risolve questo problema di base, che non sembra granché risolvibile perché problema di fisica e meccanica razionale, per cui mi sembra inutile lanciarsi in fantasie futuristiche su questo basate…

      Rispondi
    • Gennaio 21, 2018 alle 9:11 pm
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      Quella soluzione ha un grosso difetto, ovvero richiede componenti pensati appositamente per la vettura, in questo modo il sistema è più costoso, che è attualmente il problema principale delle auto elettriche assieme all’autonomia, e non può utilizzare gli ultimi motori industriali, che, attualmente, sono almeno due generazioni avanti a quelli per l’auto.
      Inoltre richiede almeno due gestioni elettroniche della corrente, che non è detto si interfaccino correttamente in curva per vetture con prestazioni normali.
      Per il sistema di frenata le auto elettriche utilizzano già il recupero dell’energia in frenata, dubito che riusciranno a sostituire completamente i freni ad attrito, visto che il rapporto potenza frenante-ingombri-peso è nettamente a favore della frenatura per attrito, sicuramente si vedranno dei sistemi di frenatura mista con freni a attrito ad azionamento elettrico.
      Per le batterie sarà interessante lo sviluppo delle batterie al sale.
      Per l’inquinamento e l’utilizzo di risorse fino a che non utilizzeremo massicciamente le fonti rinnovabili ci sarà il vantaggio della ricarica notturna, sarà lo sfruttamento di energia elettrica nelle fascie di minore utilizzo, che elimina le perdite di energia per il pompaggio inverso nei bacini idroelettrici.
      Ritengo anche interessante la soluzione dell’ibrido seriale con motore a turbina a gas, come il prototipo Volvo ECC degli anni ’90.

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    • Gennaio 21, 2018 alle 9:30 pm
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      Mi sa che Fioravanti fece una proposta/prototipo in questo senso, se ricordo bene.

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    • Gennaio 21, 2018 alle 9:54 pm
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      Ho molto apprezzato i commenti ricevuti. Giustamente gli interlocutori, molto più competenti di mè nel campo specifico, sollevano le giuste difficoltà alle quali si deve il fatto che la vera auto elettrica (e non certo quella da mè pittorescamente descritta) non sia ancora uscita e ci si barcameni con auto pseudo elettriche le quali, secondo mè, non approderanno a nulla. Su certi aspetti farei delle obiezioni, sempre con la riserva della mia incompetenza. Io credo che molti dei problemi cui si è fatto cenno (come ad esempio quello della necessità che il freno continui ad essere del tipo ad attrito) la tecnica vera troverà soluzioni come ho potuto constatare nel mio settore (idraulica) nel quale si sono fatti e si stanno facendo passi da gigante. Ragionando per analogia ritengo che allo stesso modo in cui nel mio settore si evita di utilizzare tanta nuova tecnica (vuoi a causa dell’Università che viaggia ancora con i metodi di mezzo secolo fa) vuoi per l’incompetenza dei responsabili che dormono sui problemi senza vederli e soprattutto senza prevederli, anche nel campo dell’auto o della viabilità in genere mancano le strategie di base e l’unico sprone è data dalla convenienza economica delle grandi Società che costruiscono l’auto. Ad esempio io non credo tanto in una risoluzione del problema elettrico italiano basandosi sulle fonti rinnovabili. Siamo in presenza di centinaia e centinaia di migliaia di produttori di energia elettrica lasciato totalmente al caso sia nella costruzione degli impianti, sia nell’utilizzo dell’energia prodotta: è noto a tutti come sia tutto fatto a casaccio. Voglio vedere cosa succederà tra poco quando si dovranno fermare le centrali termoelettriche per evitare il grave inquinamento e cosa accadrà tra poco quando sarà necessario rottamare e smaltire migliaia e migliaia di impianti obsoleti e da sostituire con le nuove soluzioni che si spera questa volta facciano parte di un programma globale. La soluzione sarà soltanto una: comprare enormi quantitativi di energia elettrica prodotta dal nucleare all’estero ma appena fuori i nostri confini nazionali. Non per niente il Marchionne asserisce che l’auto elettrica porrà grossi problemi in merito all’energia elettrica necessaria per farle funzionare.
      In conclusione io ringrazio i miei interlocutori pregandoli di continuare nella loro critica costruttiva sentendomi abbastanza sicuro che la “nuova auto elettrica” sia comunque in arrivo.

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    • Gennaio 22, 2018 alle 10:27 am
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      La soluzione sarebbe montare il motore / freno on board e aggiungere quattro alberi di trasmissione.
      Tra l’altro già provata su una 190 (coi due motori messi al posto del differenziale posteriore).

      Rispondi
    • Gennaio 22, 2018 alle 12:08 pm
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      Io non mi farei più di tanti problemi sui freni ad attrito. Non li ha eliminati nemmeno la ferrovia, che usa e sviluppa la frenatura elettrica da nemmeno decenni ma ormai secoli. 

      Se è per una questione di efficienza, bisogna considerare che la frenatura elettrica non è garanzia di recupero al 100%, perché per i limiti di capacità della rete o delle batterie non è sempre possibile reimmettere energia utilizzabile in futuro. Spesso si manda la corrente ad un reostato che a quel punto dissipa come calore tanto quanto farebbe il freno ad attrito (e lo scopo è solo di risparmiare l’usura di quest’ultimo).

      Se invece è per risparmiare pezzi… diciamo che ce ne sono molti altri che si possono eliminare in un’auto, prima di dover togliere il sistema di sicurezza principale e appunto l’usura diventa minima, se il grosso del lavoro lo fa la frenatura elettrica.
       
      17 ore fa, bik dice:
      Per l’inquinamento e l’utilizzo di risorse fino a che non utilizzeremo massicciamente le fonti rinnovabili ci sarà, il vanteggio della ricarica notturna sarà lo sfruttamento di energia elettrica nelle fascie di minore utilizzo, che elimina le perdite di energia per il pompaggio inverso nei bacini idroelettrici.

      A questo mi premuro sempre di aggiungere che, se l’obiettivo è diminuire inquinamento ed impiego di risorse, la soluzione non è cambiare alimentazione alle auto ma evitare in tronco la necessità di alimentarle.
      Qualunque sia la fonte di energia si parla sempre di 1-2 tonnellate di ferramenta in perenne accelerazione-decelerazione per portare in giro un payload ridicolo.
       
      Oltre al fatto che le emissioni in atmosfera sono solo una delle tante esternalità negative delle auto. Una conversione su larga scala all’elettrico ha dei costi notevoli per risolvere comunque solo una parte del problema.

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  • Gennaio 21, 2018 alle 7:54 pm
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    Trovo le Tue riflessioni di attualità e importanza e non finisci di stupire! Sei passato dall’idraulica, alle costruzioni che erano il Tuo pane, alla fotografia, ricerche storiche, architettura etc: Ora ti cimenti in un settore in grande evoluzione.
    Anni addietro ero un appassionato di motori e oltre a frequentare i principali circuiti e visitare la Ferrari a Maranello mi tenevo informato sui vari modelli di autovetture e su la loro evoluzione, abbonato per anni alla rivista Quattroruote e poi facevo il raffronto con altre riviste.
    Poi l’interesse per vari motivi si sposta. Ho provato di recente vetture ibride, silenziosissime e veloci, da favola, ma ancora non mi convincono appieno. Stanno collaudando macchine che ti puoi leggere il giornale mentre viaggi (dicono) mentre noi le notizie le seguiamo ormai con altri strumenti. Nel frattempo e in attesa del meglio come prospetti tu tiriamo avanti con le attuali euro 4 e euro 5.
    Ripensandoci bene ricordo che tanti anni fa parlavano di vetture che sarebbero state alimentate ad acqua e col senno di poi penso che tu ti sia messo di traverso.
    Il bene acqua doveva servire cause più nobili e necessarie.

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  • Gennaio 22, 2018 alle 12:33 am
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    E’ una cosa formidabile visionaria e geniale. Certo che il sistema elettronico che le comanda deve avere dei sistemi di controllo perfetti, che in caso di errore entri in funzione un meccanismo di correzione rapidissimo. Immagina che improvvisamente il motore di una delle due ruote anteriori si bloccasse. Invece i vantaggi nel fare le manovre e poi tutti i meccanismi di trasmissione dei movimenti. Poi lo voglio rileggere con calma. Comunque geniale. Bisognerebbe costruire un modellino.

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