il principio per precomprimere le travi in legno

 

L’azione, condotta con cura, ha lo scopo di ridurre man mano la freccia dell’asse fino a portare le due strutture asse e trave a combaciare essendovi con continuità costrette dalla avvitatura progressiva delle viti. Queste ultime svolgono la doppia azione di precompressione dell’asse e di costituzione dei connettori a piolo atti a resistere agli sforzi di taglio che il sovraccarico e la precompressione sviluppano. Sarà bene che longitudinalmente le viti non siano allineate affinché vadano ad interessare più venature del legno e quindi tutta la sezione staticamente collaborante. La diversificata ubicazione delle viti eviterà  il pericolo di fessurazione del legno quale potrebbe presentarsi se le viti giacessero in gran parte su una unica venatura lignea.

A fine lavoro si otterrà una trave a T di portata maggiorata rispetto ad una corrispondente trave in legno di normale fattura.

Sarebbe interessante eseguire un doppio modello in scala della trave in legno a T formato esattamente dalla trave e dall’asse descritti ma l’uno con le due strutture avvitate normalmente e l’altro con il metodo di precompressione descritto e quindi effettuare delle prove di carico verificandone teoricamente i valori reali dei carichi specifici da paragonare tra di loro e con  quelli teorici. Le formule da usare sono quelle normalmente adoperate per le travi in legno e, dalla sperimentazione pratica, si potrà determinare il notevole miglioramento dato dalla precompressione.

Potranno definirsi mediante differenziate sperimentazioni i dettagli di dimensionamento riguardo sia le viti-connettori-pioli e sia le dimensioni ottimali della struttura in funzione delle condizioni locali.

 

il principio per precomprimere le travi in legno

 

autore: Marcello Meneghin

http://altratecnica.it

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