il risultato del rinforzo dei solai in legno tramite precompressione

 

Da questo punto in poi il lavoro prosegue analogamente a quanto indicato ai precedenti punti 4, 5, 6 della soluzione di base, nel mentre l’intera operazione sarà ripetuta per tutte le altre travi.

Si sarà allora ottenuto un risultato finale identico a quello della soluzione di base e cioè un rilevante calo di flessibilità ed un notevole aumento di portata del solaio.

L’impiego di materiale pregiato come sono le viti rispetto ai chiodi che verrebbero usati con la procedura normale, se comporta una lieve maggiorazione della spesa, d’altro lato offre una miglior resistenza al taglio, e, aspetto tutt’altro che trascurabile, evita totalmente di lavorare al piano inferiore. Tale notevole vantaggio può indurre a preferire il sistema testé descritto a quello di base anche quando non sussistono problemi di sorta per operare dal basso con il martinetto.

Essendo le due soluzioni perfettamente equivalenti è possibile adottare di volta in volta quella che meglio si adatta alla situazione contingente.

Risultato secondario ma da non trascurare la possibilità di verificare lo stato delle vecchie travi percepibile durante l’infissione dei chiodi.

Nei disegni numerati da 1 a 4 presenti nelle pagine precedenti sono illustrate le modalità costruttive e l’opera finita, in questa pagina invece la foto di un solaio effettivamente realizzato e che ha dato ottimi risultati reali.

 

continua in: La modellazione del rinforzo dei solai in legno mediante precompressione

 

autore: Marcello Meneghin

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