cerchiamo un cartongessista

 

Per la realizzazione delle opere di finitura una delle possibili opzioni è il ricorso al cartongesso. Si tratta, come noto e come si evince dal nome, di un prodotto, relativamente recente, formato dall’abbinamento di due materiali fino a formare una sola lastra, da porre in opera come tamponamento di una specifica struttura metallica.

La fama che sì è creata attorno a questa modalità di operare è dovuta esclusivamente alla bassa qualità delle prime realizzazioni, nelle quali si puntava al massimo risparmio, sia in termini di materiali che di mano d’opera, con il risultato del caso: se le pareti non erano del tipo specifico per gli ambienti umidi come stupirsi se l’umidità le danneggia? Ovvio che se la parete non arriva a pavimento e soffitto abbiamo gli spifferi… Idem per l’abitante che nell’appendere i quadri deve usare i tasselli specifici altrimenti il danno è assicurato.

In realtà una corretta scelta dei materiali ed una buona posa in opera ci fornisce un livello qualitativo che non teme alcun confronto: lastre assolutamente lisce, possibilità di creare controsoffitti, pareti curve, parti minute e molto altro di difficile realizzazione con i laterizi, costo inferiore nella posa degli impianti, su cui è facile operare anche in futuro, così come le pareti sono di fatto modificabili nel tempo, e l’elenco può continuare.

In un certo senso questo modus operandi ha anticipato la prefabbricazione estesa, quella che manda in pensione il tradizionale costruire, il che la dice lunga.

Una sola accortezza, anche in questo caso cerchiamo un cartongessista ma soprattutto  scegliamone uno bravo!

 

autore: Massimo Meneghin

 

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