cerchiamo un topografo

Nella pratica edilizia un ruolo più importante di quello che può sembrare viene ricoperto dal topografo. Lo cerchiamo, di norma, per l’esecuzione di rilievi e rappresentazioni del terreno finalizzati alla redazione di pratiche catastali, quali il frazionamento dei terreni (quando ne deve essere compravenduta una parte) o l’inserimento in nella mappa dei fabbricati di nuova edificazione o ampliamento (funzionale al completamento delle pratiche edilizie).

In realtà l’attività di questi specialisti è più importante, specie nella redazione di elaborati funzionali alla conoscenza dell’effettivo stato dei luoghi ove si deve intervenire con la progettazione, anche quella minuta. Non operando in questo modo difficilmente si potrà correttamente prevedere nel migliore dei modi quanto dovrà essere eseguito (l’effettivo stato dei luoghi è molto spesso ben diverso dalle rappresentazioni che troviamo in catasto o nei piani regolatori) ma anche stimare le quantità delle relative forniture e lavorazioni, ovviamente verificabile durante l’esecuzione dei lavori e ad opere terminate.

Se serve un esempio: spesso edifichiamo il massimo consentito dal piano regolatore, per ovvi motivi -serve dirlo?- legati alla convenienza economica, ma come ci comportiamo  se il terreno è più (o meno) grande delle relative rappresentazioni? Potremmo rinunciare a costruire “a priori“, e quindi stando lontanissimi da ogni possibile contestazione, con il danno che tale atteggiamento comporta, oppure correre il rischio di scoprire ad opere eseguite che le stesse sono illegittime, ad esempio perché troppo vicine ai confini…

Esagerando, ma solo un poco, e solo per chiarezza, potremmo dire che un buon piano quotato è il migliore inizio di ogni progetto! Ognuno perciò deve dire “cerco un topografo!”.

 

autore: Massimo Meneghin

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