chiediamo il mutuo

 

Chiediamo il mutuo ma ottenerlo per l’acquisto della prima casa è l’ultima chimera per le giovani coppie. Nel tentativo di metterci una pezza il nostro caro governo ha di recente incentivato la cosa stanziando 60 milioni di euro, essenzialmente volti a garantire la metà della quota capitale.

Come spiegato sul sito apposito giovani coppie, nuclei familiari anche monogenitoriali con figli minori, giovani fino a 35 anni titolari di rapporto di lavoro atipico, soggetti con reddito complessivo non superiore ai 40 mila euro, non in possesso di altre abitazioni, potranno accedere a mutui ipotecari fino a € 200.000 con gli istituti di credito convenzionati per l’acquisto della prima casa non di lusso e di superficie inferiore a mq 95, potendo godere, in alcuni casi di necessità grave e documentata della possibilità di sospendere i pagamenti fino a 18 mesi, ponendo gli interessi a carico dello stato.

L’utilità sembrerebbe tanto palese da non poter essere messa in dubbio se non che ricorda, almeno a chi scrive, le detrazioni fiscali per la ristrutturazione delle abitazioni. Appena letta la norma non riuscivamo a crederci, ed erano altri anni, c’era chi parlava di errore di stampa, impossibile detrarre il 36%, troppo elevato! Se non che era così enorme da essere portato subito dopo al 41%, per poi passare al 50% (metà dell’importo, imposte comprese!) ed ora si sono aggiunte opere per le quali si tratta del 65%. Ma c’è un ma, il risultato non è quello sperato, forse senza le cose sarebbero andate ancora peggio ma -è un fatto- il rilancio del settore non c’è stato, anzi langue sul bordo del precipizio. E’ altamente probabile che con i mutui agevolati si verificherà lo stesso, qualcuno potrà approfittarne ma non ci saranno i risultati auspicati: serve un cambio di passo, l’intervenire per tassare ed agevolare è facile ma del tutto insufficiente, più che siti con frasi accattivanti e misure tampone serve una vera e propria politica economica.

 

autore: Massimo Meneghin

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