coloriamo la nostra casa

 

L’aspetto degli spazi interni ed esterni può molto variare a seconda del colore e noi, con un minimo intervento manutentorio possiamo cambiare la percezione dei luoghi in cui viviamo.

Come spesso accade l’analisi dell’operato altrui ci consente di dedurre qualche principio da elaborare per il nostro operare: all’interno, salvo che l’edificio sia vincolato, siamo liberi per cui troviamo dal tutto bianco (pareti bianche, serramenti, tetto e pavimenti in legno sbiancato) al colore vivace (su una o più pareti o sul soffitto, con pavimenti e serramenti di ogni tipo), con risultati che, in entrambi i casi, possono essere sicuramente degni del massimo interesse.

Diverso è il caso dell’esterno, soggetto ai regolamenti edilizi, il cui scopo è, di regola, rendere omogeneo e rispettoso il paesaggio, compreso quello urbano. Detto ciò risulta incomprensibile osservare edifici blu-puffo o di un giallo tanto intenso da disturbare il traffico aereo ma la situazione non muta quando leggiamo in certi regolamenti che “sono ammessi solo colori puri e chiari, escluso il bianco“.

Nel dire coloriamo la nostra casa è implicita l’azione di stendere uno strato pigmentato, atto successivo alla realizzazione dell’opera, ma non si deve dimenticare che è possibile pure costruire con materiali che non si prestano ad essere dipinti o comunque coperti ma si mostrano per quello che sono, con il proprio colore ma anche le altre caratteristiche delle superfici esposte. Nei casi più comuni si tratta dei mattoni a faccia vista oppure il legno al naturale, in questi casi l’accostamento deve essere previsto fin dall’inizio, non essendo auspicabili interventi successivi.

Colorare non corrisponde necessariamente a dipingere.

 

autore: Massimo Meneghin

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