installiamo nella nostra casa un impianto anti-intrusione

 

La protezione dei nostri fabbricati contro il verificarsi di azioni delittuose è sostanzialmente affidata alle strutture, quali gli infissi anti-effrazione, che ci danno la cosiddetta sicurezza passiva, e da impianti, definiti un tempo di allarme ed ora più precisamente si tratta dell’impianto anti intrusione, che ci danno quella attiva.

E’ l’insieme dei due sistemi a darci il grado di sicurezza dell’edificio, e naturalmente gli interventi sono possibili privilegiando una o l’altra delle due famiglie, ad esempio nessun impianto ma strutture molto resistenti oppure l’esatto contrario, elementi fisici ridotti al minimo ed impianti molto sofisticati.

Come sempre, però, la cosa migliore da fare è lo studio globale del caso specifico e la successiva elaborazione e messa in atto delle migliori strategie per la specifica situazione.

Naturalmente i gradi di protezione desiderata e conseguibile sono variabili. Quello più basso può essere formato dai soli ingressi dotati di porte con normali serrature e protezioni alle finestre, con funzione di poco maggiore a quella dell’oscuramento, senza alcun impianto specifico. Da questo si può salire con sistemi di rilevamento ed allarme, dei tipi più diversi, per principi, estensione, complessità, funzionamento e -naturalmente- costo.

La progettazione della sicurezza deve perciò considerarsi un campo specifico, da affidare a specialisti, che devono operare, come facciamo e suggeriamo di fare, in modo coordinato, così da realizzare zone di sicurezza variabile ove parti attive e passive sono integrate.

 

autore: Massimo Meneghin

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