paghiamo quanto dobbiamo sulla casa (non di più)

 

La casa costa, lo  sappiamo tutti.

Costa acquistarla, costa affittarla, costa mantenerla, costa usarla. Ci ricorda certi film e detti il cui ritornello suona “e io pago…”

Del tutto evidente come a fronte del possesso o della possibilità di fruizione di un bene non è possibile non corrispondere qualcosa in cambio. Altrettanto vero però che non sempre comprendiamo l’impennata dei costi di costruzione e soprattutto delle imposte, come possa non essere redditizio locare in modo equo un immobile che ci è costato molto oppure come malgrado tutti i nostri sforzi non riusciamo ad abitare in spazi dignitosi.

Ancor di più potrebbe essere detto sulla natura delle imposte e sulla dinamica dei costi per le utenze, cioè le banalissime bollette di acqua, luce (ma si dovrebbe dire elettricità) e gas.

Non si tratta solo del fatto che siamo chiamati a pagare, di certo l’astrazione non ne rende più semplice la comprensione e l’accettazione ma probabilmente la parte più fastidiosa è il continuo cambiare delle imposte, che comporta -oltre all’inevitabile ed inarrestabile aumento della spesa a nostro carico- lo sforzo  perenne di aggiornamento, per la ricerca delle novità, lo studio del corretto modo di applicarlo e l’adempimento, cioè il pagamento. Si potrà anche dire che affidando il compito ad un professionista (ad esempio un ragioniere o un commercialista) o ad una struttura specializzata (potrebbe essere un CAF, sigla di Centro di Assistenza Fiscale) le scocciature vengono delegate ma -naturalmente- si trasformano in aumento dei costi.

In questa sezione vengono e verranno perciò inserite alcune parti sulle principali problematiche di questo tipo, per fare il punto della situazione:

 

autore: Massimo Meneghin

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