paghiamo l'IRPEF sulla nostra casa

 

Pagare l’IRPEF su terreni e fabbricati è uno dei tanti obblighi che siamo chiamati a rispettare.

Il possesso di beni immobili, infatti, viene ritenuto tassabile, dando valore all’ipotesi che questi producano una rendita. Poco importa se questa è data dalla locazione del bene o dall’utilizzo diretto.

L’imposizione avviene, e non potrebbe che essere cosi, sulla base del reddito prodotto, con ovvio riferimento alla locazione, oppure alla rendita catastale, se i beni sono usati da noi o semplicemente sono nella nostra disponibilità, anche se non ne facciamo alcun uso, li lasciamo deperire.

Il valore da usare è desumibile dalla banca dati catastale, è la rendita, per questo è quanto mai opportuno fare e ripetere nel tempo la visura, cioè l’accesso a questi stessi dati, visto che potrebbero essere stati modificati dall’ufficio, poco importa qui il motivo.

Questo dato corrisponde alla ricchezza “producibile”, il che appare sicuramente discutibile, e corrisponde all’applicazione dell’importo di una tariffa per la dimensione specifica del nostro bene. Il tutto è estremamente datato, motivo per cui il valore presente in catasto deve essere moltiplicato per quel coefficiente che il nostro legislatore ha via via aumentato nel corso del tempo per adeguarlo, almeno in teoria, a quelli di mercato. In ogni occasione dovrà perciò essere nostra cura controllare i dati catastali ed i coefficienti correttivi in modo da poter contribuire in modo corretto e poter dire, anche in caso di controllo, paghiamo l’IRPEF sulla nostra casa in modo corretto

 

autore: Massimo Meneghin

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