paghiamo la marca da bollo sulla nostra casa

 

Diciamolo pure il dover appiccare la marca da bollo sulle pratiche ci infastidisce, anche nelle pratiche edilizie.

Per la spesa innanzitutto, dalla carta bollata alle marche adesive, da quelle autoadesive alle sorelle virtuali, il progresso -se così possiamo chiamarlo- si è portato dietro il continuo aumento dell’importo.

La regola, in generale, perché le eccezioni non mancano, è che la bollatura riguarda le richieste rivolte alle amministrazioni pubbliche e gli atti da questa rilasciati. Ad esempio la domanda di rilascio del permesso di costruire e pure questo ultimo necessitano di una marca da bollo ciascuno.

Diverso il caso degli atti pubblici, secondo alcuni comprese le perizie e pure i collaudi, che necessitano di una marca ogni quattro facciate scritte con il massimo di cento righe.

Molto buffo, infatti, quanto successo nel tempo per cercare di ridurre la spesa per la marca. Quando usavamo la macchina da scrivere e la carta bollata il testo riempiva in modo pressoché univoco le pagine a disposizione e finita la prima non restava che aggiungerne una seconda, il cui acquisto comprendeva pure il bollo, stampato in frontespizio, già comperata, con il personal computer possiamo stabilire come sarà la pagina. Ecco quindi il genio italico in azione, interlinea ridotti al minimo per cui in una pagina non ci stanno poco più di venti righe ma più di cento, caratteri piccoli e schiacciati e così via…

 

autore: Massimo Meneghin

 

 

 

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