paghiamo la TASI sulla nostra casa

Le tasse sui fabbricati non sono certo in via di estinzione. La TASI è una di queste, molto recente, tanto che dobbiamo ancora abituarci all’idea. Diabolico il fatto che ne sia già stata annunciata l’abrogazione, ma per sostituzione, è ovvio, in modo da non farci nemmeno capire di che si tratti. Anzi già sentiamo parlare di IUCImposta Unica Comunaleche è una sola tassa non perché le altre (IMU, TASI e TARI) siano state soppresse ma solo unificate, sommandole e magari pure aumentandole.

Si narra che la TASI colpisca circa quindici milioni di contribuenti, chiamati a sborsare alcuni miliardi di euro, come fosse un fatto democratico… Al pari dello scopo, che è la copertura dei servizi indivisibili, bellissimo nome che ci fa sentire coccolati, come il cucciolo in bocca alla mamma, qui però -forse- finiamo ingoiati.

L’imposta grava sull’abitazione principale, quella che con lo sbandieramento che dovremmo ricordare era stata liberata dall’IMU sulla prima per circa la metà e poi del tutto, da opposti governi, perché lo scopo è nobile. Liberare la prima casa da questa odiosa tassa sembra avere unito le forze e gli scopi di destra e sinistra, peccato che poi è stata introdotta una nuova imposta. Ma vuoi mettere l’abolizione dell’IMU con l’introduzione della TASI? Vero che le aliquote sono diverse però…

autore: Massimo Meneghin

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