paghiamo gli oneri di urbanizzazione sulla nostra casa

 

Chi costruisce, poco o tanto che sia, è chiamato a contribuire -pagando- alla realizzazione delle infrastrutture.

Sembrano, ed anzi sono, concetti superati, pare di parlare di cose dell’antichità. Invece sono fatti di ieri, validi ancora oggi per chi intende costruire o ampliare.

Paghiamo perciò gli oneri di urbanizzazione se realizziamo dei volumi, perché questi devono essere servito da strade, parcheggi, acquedotti, fognature e via dicendo ed è quindi corretto che almeno in parte ne sostenga la spesa.

Il meccanismo di calcolo ha una sua complessità, e non si ritiene troppo interessante riportarlo, semmai deve essere compreso come molti comuni si siano finanziati proprio con questo tipo di introito.

Quando si costruiva a più non posso, quasi sempre troppo e male, agli enti locali arrivava un gettito continuo e notevole di denaro fresco, in parte utilizzato per queste opere ed in parte per altri scopi.

La venuta meno di tutto ciò, poco importa se la causa si chiami crisi economica oppure surplus di fabbricati, di cui moltissimi non utilizzati, ha di fatto chiuso il rubinetto, non solo per fare le nuove strade per i nuovi quartieri per le nuove case ma anche per la spesa corrente dei comuni.

Oggi assistiamo pure alla rinuncia ad edificare da parte di chi è già in possesso del permesso di costruire, richiedendo la restituzione degli oneri pagati…

 

autore: Massimo Meneghin

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