essere digitali (o diventarlo)

 

Se (quasi) tutti sanno usare il pc e lo smartphone, avendo un minimo di dimestichezza con alcuni applicativi, l’uso effettivo di questi strumenti è un’altra cosa. Tanto trascurata quanto utile, che non comporta costi aggiuntivi ma solo un minimo di attenzione con la giusta mentalità, forse acquisita naturalmente dai cosiddetti “nativi digitali” e malamente appresa dagli altri. Come dire: essere digitali oppure diventarlo.

Personalmente sono fortemente appassionato all’argomento e lavoro con questi strumenti da quando sono diventati accessibili, da ben prima di windows…, ed a richiesta aiuto chi desidera migliorarsi in questo.

Certo, molti non ne hanno bisogno e c’è chi ne sa più di me, ma molti sono in difficoltà nel rispondere a queste domande:

  • a cosa servono davvero gli elaboratori (smartphone, tablet, notebook, laptop, ecc. e loro differenze)?
  • come gli elaboratori possono renderci più semplice la vita (wordprocessor, foglie elettronici, calendario, rubrica, presentazioni, ecc. compresi i programmi gratuiti)
  • sappiamo sfruttare la rivoluzione di internet (la ricerca delle informazioni, operare su siti di utilità, pec, firma digitale, cloud, ecc.)?
  • che cosa possiamo fare nei principali social network (facebook, twitter, google plus, instagram, pinterest, linkedin) per diletto ma anche per lavoro (avendolo o meno)?
  • siamo in grado di curare la nostra presenza in rete (ed evitare i principali errori) secondo l’ormai irrinunciabile personal branding?
  • saremmo in grado di fare un sito o un blog per quanto semplificato, gestendo gli aspetti tecnici ed editoriali?
  • abbiamo un’idea per quanto vaga di quello che ci aspetta domani?

 

autore: Massimo Meneghin

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