web e democrazia

 

L’accesso alle fonti di conoscenza è sempre stato argomento assai dibattuto. La limitazione di questa facoltà è sempre stata usata, decidendo chi poteva averne accesso e chi no.

La produzione della stessa conoscenza, quella da mettere a disposizione, lo è ancora di più, lo è sempre stato e lo è tuttora.

Oggi in molti paesi pressoché tutti abbiamo la possibilità di accedere alla rete, se non lo facciamo e per nostra scelta. Questa azione ci consente di scegliere cosa leggere, ripetendo: scegliere.

Ma possiamo pure produrre i contenuti, ed immetterli in rete, a disposizione di chi sceglierà di leggerli. Rivoluzionario, non c’è dubbio.

Già il primo fatto aveva portato molti a considerare web e democrazia un connubio senza pari, il secondo lo ha rafforzato, fino a rendere concreto quello che ritenevamo impossibile.

L’universalità dell’affermazione non è però tale, questa è vera solo in parte. Moltissime popolazioni, infatti, non hanno per nulla accesso alla rete, altro che democrazia! Altrove internet è comunque controllata, tecnicamente e tramite azioni di polizia.

E qui? Ci sentiamo liberi ma di fatto anche il web non fa eccezione alle regole dell’informazione e di chi la controlla. Vero che possiamo fare apparentemente molto ma in modo quanto meno subdolo siamo portati a seguire le indicazioni che provengono dall’alto!

 

autore: Massimo Meneghin

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