progettare pubblicità online

 

La pubblicità online raccoglie sempre più investimenti, perché quello speso in questo modo non è denaro gettato ma versato per ottenerlo moltiplicato –o così almeno su spera– in futuro.

Le ricerche che facciamo sul principale motore -google- ci mostrano per primi, ma non solo, i siti di coloro che pagano. Anche certi social network mescolano ai post dei nostri amici quelli a pagamento. Comunque la si pensi è un fenomeno importante.

Siamo noi a subire, ma fino ad un certo punto, queste informazioni commerciali, peraltro tanto precise da essere di sicuro interesse per noi? O è il contrario di quella che, almeno fino a ieri, eravamo abituati a vedere e sentire, generalista e che si basava sul disturbo, sull’interruzione, sull’essere invasivi e sempre di troppo. Eppure c’è chi si lamenta del retargeting-remarketing, cioè del prodotto che abbiamo cercato e che ci insegue nella navigazione, facendoci presente nuovi prezzi e varianti…

Ritornando sui nostri passi, tutto ciò è da considerare, se abbiamo un’attività, per farci conoscere, in modo mirato e non invasivo, spendendo nel migliore dei modi il nostro denaro, anche poco, in pubblicità oppure decidendo l’esatto contrario, farci notare per i soli contenuti pubblicati, il che ricorda, anzi è, la differenza tra SEM (Search Engine Marketing) e SEO (Search Engine Optimization).

A ciascuno il suo, si diceva un tempo, oggi lo si potrebbe coniugare invitando ad investire sul canale migliore:

  1. google,
  2. facebook,
  3. twitter,
  4. linkedin.

 

autore: Massimo Meneghin

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