usiamo i manuali gratuiti di business plan

 

 

Il passaggio dall’economia fai-da-te a quella più strutturata ha portato alla progettazione di tutti gli aspetti, anche nel piccolo.

La complessità di oggi rende insufficiente avere una buona idea, svilupparla e venderla al prezzo dato dai costi, calcolati a posteriori, e dal ricarico per me medesimo.

Ieri si faceva così, era già molto fare un poco di controllo di gestione per capire i costi e la loro articolazione e da questi determinare il prezzo.

Oggi, invece, chiunque non sia totalmente sprovveduto e voglia fare un’impresa che possa funzionare deve prima stimarne l’andamento, in primis sulla base di costi e ricavi.

Il documento che riassume tutto ciò è il business plan. Il termine è noto, oggetto di molti testi ed altrettanti corsi. Generalmente redatto da specialisti, ma non solo da loro, per scommettere sul futuro con un minimo di raziocinio.

I termini non sono esagerati, per quanto ci si comporti in modo ragionevole è del tutto evidente come vi siano notevoli margini di indeterminatezza, ciò comunque non scalfisce l’importanza di stabilire i costi di produzione per ricavare il prezzo di vendita, immaginando quanto, quando e come riuscire a piazzare nel mercato il nostro prodotto.

Per chi vuole informarsi sull’argomento è disponibile una guida redatta da pwc, Price Waterhouse & Cooper, scaricabile liberamente dal sito e davvero ricca di informazione.

 

 

autore: Massimo Meneghin

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