usiamo una to-do-list, programma gratuito per la gestione del tempo

 

Forse è diventata perfino una moda, e come tale passerà, ma è un fatto che le “liste delle cose da fare“, “to-do list all’inglese. sembrano irrinunciabili.

Non riusciamo a comprendere come una cosa molto semplice possa avere così tanto successo, e nemmeno come possa essere osannata un’attività che è di fatti la stessa della famose “liste della spesa” che, a torto o a ragione poco importa, abbiamo sempre fatto e usato, fino ad utilizzare questo modo di fare in senso dispregiativo. In che altro modo definire i consigli di questo tipo?

La novità, se così possiamo definirla, è sicuramente legata agli studi sul time management ed in particolare alla formalizzazione di certi metodi che sono riusciti a fare davvero breccia. Pensiamo al GTD, abbreviazione di Getting-Things-Done, al metodo del pomodoro e a quello Remember the Milk.

Non c’è nulla di rivoluzionario, ma allora a cosa è legato tutto questo interesse? Ovvio e banale, potremmo -e potevamo- farne a meno se e quando le cose da fare e ricordare erano ben poche, il motivo è perciò legato alla quantità di dati da trattare, anche nelle attività più semplici, quali sono quelle quotidiane. Se l’esempio è utile: non serviva certo la lista della spesa quando non c’erano i negozi ed anzi nemmeno i prodotti ed il denaro per acquistarli, oggi nei supermercati, per non parlare dei centri commerciali, la cosa è ben diversa.

Non resta che scaricare uno dei tanti programmi gratuiti, ad esempio rememberthemilk, oppure utilizzare in questo modo un software per gli appunti o di altro tipo e… usarlo con assiduità

 

autore: Massimo Meneghin

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