facciamo l'accatastamento della nostra casa

 

Ogni modifica apportata allo stato dei luoghi deve essere denunciata al catasto, mediante pratiche che pure chi scrive ha eseguito e tuttora esegue.

In altri termini modificare le destinazioni d’uso dei terreni (ad esempio a seguito del cambio di coltura) e dei fabbricati (quali possono essere la nuova costruzione, la ristrutturazione, l’ampliamento, il miglioramento o altro, compresa la demolizione) fa scattare l’obbligo di accatastamento, la denuncia della variazione. Per motivi fiscali, ovviamente.

Si tratta di adempimenti squisitamente burocratici (tanto che l’impiegato del catasto è spesso portato -poveretto- ad esempio del grigiore…) ma non per questo meno necessari. Anzi, la corretta rappresentazione in catasto è necessaria alla positiva conclusione di tutti gli iter edilizi ma anche dei rogiti notarili, che possono essere dichiarati nulli in caso di difformità tra oggetto del trasferimento e relativa rappresentazione in catasto.

Si tratta di uno strumento che potrebbe essere straordinariamente utile, come molti di noi hanno avuto modo di vedere, se non studiare, nei vecchi catasti, vera e propria fotografia dell’ambiente che fu, e lo stesso di potrebbe fare oggi. Per conoscerci e migliorarci, ed invece? Ed invece si assiste solo ed esclusivamente alla battaglia sulla rendita, il ricorso all’arma bianca, compresi i colpi bassi, per giustificare l’ingiustificabile. Che però sarebbe tale se fossimo in presenza di equità, in caso contrario, come è, il giudizio non può che essere diverso. Sopravvivenza?

 

autore: Massimo Meneghin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial