facciamo il coordinamento di processo dei lavori della nostra casa

 

La complessità delle opere costruite oggi richiede figure nuove, un tempo non richieste affatto, più di recente necessarie per opere complesse, già da oggi utili per opere poco più che modeste.

Stiamo disquisendo dell’azione di coordinamento del processo costruttivo, dell’opportunità, cioè, di incaricare qualcuno affinché si ponga come interlocutore dei realizzatori ed ovviamente faccia altrettanto con la committenza. Se in cantiere ogni lavorazione viene eseguita da ditte specializzate, che fanno ed una sola lavorazione (non più muratore, idraulico ed elettricista ma massettista, parchettista, piastrellista, ecc.), che eseguono il proprio lavoro solo dopo che altre hanno terminato il proprio, e spesso in concomitanza ad altre ditte, cui devono rapportarsi, ed i lavoro di entrambe è propedeutico a quello di chi lavorerà dopo.

In un certo senso pure la progettazione avviene così, il lavoro dell’architetto deve coordinarsi con quello dello strutturista, del geologo, del termotecnico, dell’elettrotecnico e di altri specialisti.

Prassi corrente prevede che in lavori di modesta entità le operazioni vengano gestite per la progettazione da chi esegue quella architettonica e per la realizzazione dall’impresa edile. Quello di cui si parla qui è però un’altra cosa, nel modo di fare corrente tutte le fasi sono messe semplicemente in sequenza mentre il coordinamento è di più, e non tanto perché ogni fase deve relazionarsi con le altre nei due versi. Solo così potremo evitare il dispendio di tempo, costi ed energie che purtroppo contraddistingue molta dell’edilizia corrente ma anche apportare un sicuro incremento di qualità del prodotto finale.

 

autore: Massimo Meneghin

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