facciamo il Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.) della nostra casa

 

L’operato di chi lavora nei cantieri edili temporanei e mobili deve, per legge, essere preventivamente analizzato e descritto nel Piano Operativo di Sicurezza.

Tale elaborato, che anche chi scrive ha avuto modo di predisporre, ha ovviamente lo scopo di descrivere tutte le modalità da seguire nell’effettuazione di ogni operazione con l’ovvio, ma non per questo meno importante, scopo di prevedere le possibili fonti di rischio e poter quindi mettere in atto tutte le forme di tutela che possono annullare la possibilità del verificarsi di incidenti.

Si tratta di specificare le indicazioni presenti nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (P.S.C.), che sono relative allo specifico cantiere, entrando nel dettaglio delle singole lavorazioni. Di ognuna devono essere perciò analizzate le problematiche derivanti dall’esecuzione (si tratta perciò dei rischi intrinsechi, ad esempio quelli derivanti dalla materiale costruzione di una parete) ma anche quelle derivanti dalle interazioni tra lavoratori e strumenti (si pensi al rumore ed alle vibrazioni, che devono essere limitate non solo nell’entità ma pure nella durata), così come devono essere stabiliti la frequenza e la tipologia dei controlli sanitari (sia generici dell’attività dell’impresa che specifiche del cantiere in argomento) nonché i comportamenti da tenere nel malaugurato caso che si debba comunque verificare qualche imprevisto (in sostanza la gestione delle emergenze è estremamente importante e per tale motivo gli operatori devono essere in grado di affrontarla in modo corretto).

 

autore: Massimo Meneghin

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