facciamo il progetto di grafica

 

Il mondo a due dimensioni mi ha sempre affascinato, forse se quando studiavo fosse esistita la facoltà di design, e ci fosse stato questo specifico indirizzo, l’avrei preferita a quella di architettura. Ma non c’era questa possibilità.

Tutte le volte che posso, però, mi cimento in questo settore, sicuramente con passione. La sfida del progetto di grafica è estremamente interessante e pure gratificante.

Il campo naturalmente è vasto. Questa disciplina -lascio ad altri disquisire se si tratti o meno di arte– vi è già una tradizione consolidata, pur se lo sviluppo della grafica, nel senso che oggi diamo a questo termine, è sicuramente recente. Pleonastico aggiungere che l’avvento e la diffusione degli elaboratori elettronici ha dato una fortissima spinta in avanti anche a questo settore.

Pressoché tutte le superfici che vediamo sono, o potrebbero esserlo, oggetto di attenzione da parte dei grafici. Molte volte, infatti, notiamo diciture e simili assai interessanti -sono quelle progettate da persone capaci- altre volte invece notiamo l’esatto contrario, la sciatteria che sconfina nel cattivo gusto per non dire di peggio.

Ecco alcuni esempi di progetto, naturalmente elaborati quali soluzione specifica ad un problema particolare, e come tali non generalizzabili:

  1. come non iniziare dal logo, quel segno più o meno simpatico che vorremmo caratterizzasse ogni nostro prodotto e quindi lo facesse distinguere dagli altri?
  2. molto divertente è pure la progettazione di tutti quei vestiti che temporaneamente si mettono attorno agli edifici durante i lavori edilizia, quindi provvisori ed a volte enormi, ben visibili e spesso di dimensioni cospicue: il cartello da cantiere.

 

autore: Massimo Meneghin

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