facciamo il progetto del logo

 

Darsi un’identità, esprimere dentro e fuori (in azienda ed all’esterno) chi siamo e cosa facciamo si riassume nel logo. Lo possiamo chiamare anche marchio o brand, ciò che conta è, in estrema sintesi, la trasmissione di contenuti e la riconoscibilità (di contenuti e dell’azienda).

Un logo che non dice nulla, perché stucchevole ed inespressivo, non può essere vincente. Lo stesso logo può pure essere riconosciuto a seguito della ripetizione, ad esempio a seguito di una campagna pubblicitaria martellante, ma se il messaggio non c’è o è sbagliato lo sarà il risultato quale potrà essere, nullo o peggio sarà negativo!

In molti casi invece le aziende riprendono, per non dire ne fanno la copia, il marchio di aziende storiche, si pensi alla P di Pirelli, presentandosi ai propri clienti nel peggiore dei modi…

Non ci sono alternative, bisogna partire dai contenuti. Se non si ha nulla da dire non resta che stare in silenzio, cosa che in troppi non fanno, a cominciare dai politici, è ovvio…

Passiamo ad un esempio di applicazione di quanto appena detto, il progetto del logo: una ditta che realizza stand per le fiere sceglie di chiamarsi come l’azione che fa e lo scrive, senza fronzoli ma collocando le lettere che compongo la propria denominazione in modo apparentemente casuale ma in realtà articolato e sofisticato: allestire è disporre gli oggetti nello spazio!

 

autore: Massimo Meneghin

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