facciamo il progetto della nostra comunicazione

 

Senza infilarsi in discussioni sul fatto che non si può non comunicare, il che è indiscutibile, qui vorremmo affrontare alcuni aspetti sul più scontato processo che si basa sulla normale ed istituzionale volontà di agire allo scopo di trasmettere dei contenuti.

Nulla di nuovo, naturalmente, dal punto di vista teorico. Da quello pratico, invece, le cose sono diverse. Basta, infatti, guardarsi attorno con attenzione:

  • quante cose vediamo senza che ci dicano nulla?
  • quante di quelle che dovrebbero comunicarci molto ci dicono assai poco o addirittura ci troviamo in presenza di indicazioni fuorvianti se non errate?
  • quante volte percepiamo che il messaggio rivolto a noi stessi è molto più povero di quanto potrebbe essere?

Per questo gli esempi che verranno mostrati in questa sezione, con la consueta sintesi e facendo solo un accenno per ognuno, in attesa di aggiungerne altri, riguardano perciò questi progetti di comunicazione:

  1. il sito, irrinunciabile strumento per chiunque, azienda, ente, associazione, professionista ma anche per molte semplici persone che non vivano isolate,
  2. il blog, l’evoluzione del sito, di cui ormai ha preso il posto, per l’importanza che riveste l’interazione,
  3. i testi, necessari in ogni occasione, specie in rete, in quanto immediatamente parlano a noi lettori, cioè comunicano,
  4. i disegni, che come noto valgono mille parole ciascuno e possono davvero dire molto, anche con notevole immediatezza,
  5. la grafica, caratterizzata da artefatti che in un certo senso ci parlano indirettamente. 
  6. le presentazioni, utili per rendere noti molti tipi di contenuti, generalmente a supporto di comunicazioni orali ma non solo.

 

autore: Massimo Meneghin

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