la casa che vorrei è precaria

 

La casa che vorrei è piena di voci: risate, chiacchiere, racconti, confidenze, canzoni e musica… ma anche di silenzi “buoni”, quelli che intanto ci si scambia uno sguardo, un sorriso, una carezza o un altro piccolo contatto fisico…

La casa che vorrei è piena di luce naturale, per l’allegria… ma anche di ombra, per l’intimità…

La casa che vorrei è di tutte le sfumature del bianco, per la pace… ma anche di tutti i colori perché non posso decidere se mi piace di più il colore dell’erba, del fuoco, del mare e del cielo, del Sole e della Luna, della terra e del legno, della gatta che viene in visita sul mio terrazzo…

La casa che vorrei è piena di profumi di fiori e di frutta matura… ma anche di biscotti e torte, di lasagne al ragù, di pesto alla genovese, di pizza, di arrosto, di formaggio, di pane, di caffè…

La casa che vorrei è naturale con pavimento di legno e sughero per camminarci a piedi nudi, pareti di pietra e argilla e vetro per nascondere e mostrare, piena di piante e tappeti per avere vita e morbidezza… ma anche moderna e tecnologica, lineare, comoda, essenziale, facile da tener pulita e collegata al mondo…

La casa che vorrei è il mio nido, dove chiudo la porta e sono sola con me stessa… ma poi apro la porta e entrano le persone che amo, ma anche chi semplicemente conosco e passa a trovarmi, e perfino chi non conosco ma viene in pace e ha bisogno di un posto che sia casa.

La casa che vorrei è come me: contraddizioni in equilibrio. Precario 🙂

 

Paola

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