la casa che vorrei è un guscio

 

Vorrei arrivare a casa e sentirmi “a casa, come se perfino i muri non aspettassero altro che di accogliermi. Non ne posso più di queste abitazioni fredde in cui ti senti un estraneo, di cucine che sembrano officine meccaniche, soggiorni fatti per non starci nemmeno un momento, corridoi da percorrere alla velocità della luce, bagni che sembrano autolavaggi e camere asettiche come le sale operatorie. Mi sento meglio nel disordine del garage, dove posso prendere, usare e spostare gli oggetti, perfino lasciarli in disordine.

A volte sono entrato in case, ed anche alberghi (o erano pensioncine?) accoglienti, non ricordo cose precise ma solo l’atmosfera, che non so descrivere, so solo che ci stavo bene, e non solo io, si instaurava subito un buon rapporto con le altre persone.

 

Roberto

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