molti sono i passi che dal progetto portano alla costruzione

 

Vi è un filo rosso che porta dal nulla al progetto, alla costruzione o alla ristrutturazione dei fabbricati e, forse, a tutte le nostre iniziative.

Tradizionalmente, per cui secondo un metodo ripetuto per abitudine di certo consolidata ma forse non del tutto pertinente, si ritiene trattarsi di un processo lineare, evidentemente basato su teorie mutuate da altre discipline, che inizia con l’esplicitazione di un bisogno, passa per l’esame delle possibili soluzioni, comporta la scelta di quella ottimale, per passare poi alla sua messa in atto per ottenere, infine, il soddisfacimento del bisogno, corrispondente alla soluzione del problema.

Dando per buono quanto sopra, dei cui limiti si dirà in altra sede, di seguito viene presentato un iter, la storia di una costruzione, al solo scopo di elencare sinteticamente le fasi che di prassi vengono seguite e quindi le problematiche da affrontare nell’attività edilizia.

Non vi é la pretesa di essere esaustivi ma semmai la volontà di fornire una base da cui partire: che cosa devo fare, che cosa devo sapere, come mi devo comportare, di chi ho bisogno, che cosa succederà, quale la sequenza delle fasi?

Contemporaneamente è possibile porre sullo stesso argomento anche qualche interrogativo: dal dire al fare assomiglia a dalla teoria alla praticaè vero che tra bisogno e soluzione vi è lo stesso rapporto che intercorre tra progetto e costruzione?

Di sicuro emerge la complessità del processo, è impossibile fare da soli (di autocostruzione parleremo, se vi è interesse), sono molte sono le figure da coinvolgere e, necessariamente, notevole importanza assume il coordinamento, che non vi è se abbiamo la semplice somma di operatori che si muovono in maniera indipendente una dall’altro: possiamo affermare che il ruolo del progettista si sia spostato in tal senso, nella redazione del canovaccio su cui far lavorare gli specialisti?

Il racconto che qui si propone inizia con la consulenza preliminare (per partire bene) per passare all’individuazione dei requisiti prestazionali (cosa, come, dove, quando?) e all’ideazione (idea+azione), poi sarà la volta del rilievo (per restituire quanto esiste) e quindi della progettazione (quella che prefigura ciò che faremo), meglio se con l’utilizzo del rendering (che ci fa vedere prima e meglio quello che ancora non c’è). A questo punto, finita la parte decisionale, non resta che acquisire il permesso di costruire (che legittimano l’opera), occuparci del coordinamento tra tutte le figure (che devono lavorare insieme, non una contro l’altra), e quindi sottoscrivere computi, capitolati, preventivi e contratti (cioè avere patti chiari con tutti), far seguire l’esecuzione da un direttore dei lavori (che opera a nostra tutela), far mettere in atto le necessarie misure di sicurezza (dei lavoratori ma anche del committente). Oltre alla materiale esecuzione vi sono molti altri aspetti non trascurabili, ad esempio le detrazioni fiscali (pagare il giusto, non di più), il catasto (con le conseguenze fiscali che ne conseguono).

 

autore: Massimo Meneghin

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