i requisiti prestazionali sono alla base dei sistemi di certificazione

 

Se da buoni occidentali ci muoviamo razionalmente non possiamo che costruire sulla base di un preciso progetto redatto per risolvere specifiche problematiche. Ma quando -davvero- sono chiari esigenze e requisiti prestazionali? Siamo in grado di rispondere alle più semplici domande su cosa, dove, come e quando desideriamo venga realizzato qualcosa?

Se superiamo l’ovvio ed i luoghi comuni la strada è in discesa ma come possiamo liberarci di slogan quali il di più a meno (com’è possibile? se non è tutto falso [!] quanto meno si tratterà di oggetti rubati….), o il rapporto qualità/prezzo (deleterio senza porre una serie di paletti, che facciamo se ciò che è estremamente costoso è il più conveniente rispetto a ciò che ci da, che peraltro non ci serve…) ma anche il risparmio (come fa a essere tale il limitare la spesa iniziale di un’inezia se la gestione, proprio a seguito di questo risparmio sarà oltre modo onerosa?) e, naturalmente, si potrebbe continuare.

Molti di noi credono di sapere ciò di cui hanno bisogno o che desiderano ma non è così, lo dimostra la scarsa qualità degli spazi realizzati, spesso non giustificato dalla misura dei mezzi a disposizione.

E quindi? Non resta che un lavoro di analisi, vera e proiettata in avanti, volta a comprendere lo stato attuale delle cose e delle nostre attività ma anche quello che probabilmente succederà, non precludendo il maggior numero di opportunità che il futuro ci riserverà.

 

autore: Massimo Meneghin

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Social media & sharing icons powered by UltimatelySocial